venerdì 21 gennaio 2011

Being Brigitte.

Essere Brigitte Bardot non rientra tra le cinquantacinque cose più gestibili da parte dell'essere umano. Lei stessa probabilmente ha avuto difficoltà enormi per mantenersi in auge lungo tutti questi anni. Cioè, I mean: stiamo parlando di una tale gnocca che dopo cinquant'anni viene ricordata come la regina delle strafighe pur essendo ancora viva e non potendo quindi giocare la carta del trapasso come cartina di tornasole per fama imperitura. Brigitte Bardot: foneticamente rimanda a mozzarella, a burro fuso. A reggiseni. Che importa se non fosse poi questa grande attrice? Nessuno ricorderà mai i suoi film -alcuni molto validi, peraltro. E porca miseria, stiamo parlando di colei alla quale è dedicata la più brutta canzone mai scritta, quell'aggregato di note inascoltabili che col nome di Brigitte è sulla bocca di tutti durante i più divertenti trenini di Capodanno. Sculettare a ritmo del bel nome della protagonista del Disprezzo.

No, non posterò foto di Brigitte. Tanto sapete tutti com'è fatta.

Qui si trovano soltanto preziosi affetti e curiose dedizioni. Se qualcuno dovesse sentirsi offeso, elogiato, amato, disprezzato o inumidito è gentilmente pregato di denunciarmi, o di tacere andando a comprare un pollo nella prima rosticceria utile.