domenica 9 gennaio 2011

Cenerentola e le altre.

Cenerentola è, delle magnifiche principesse portate sullo schermo da W.D., la più moderna. Non ammetto contraddizioni. Biancaneve e Aurora sono due boccioli di innegabile freschezza, ma in loro è del tutto assente quella fattività che invece colora i movimenti e le reazioni di Cenerella. È vero, sostenete, anche Aurora è una ragazza che fa lavori domestici e si spacca le nocche nei boschi; e Biancaneve è una mezza sguattera a cui quella strafiga di Grimilde vorrebbe azzerare l'esistenza. Nessuna delle due, però, riesce ad essere tremendamente pragmatica come Cenerentola. Aurora, Biancaneve, fatevene una ragione; gli uccelli e i cerbiatti ai quali rivolgete i vostri malinconici sospiri e i vostri dolci canti continueranno sempre a guardarvi come foste fuoriuscite da bianchi centri di igiene mentale. Si può sostenere lo stesso in relazione alla fauna della grintosa principessa perraultiana? Decisamente no.

E poi, voglio dire, il presupposto è la canzone: La sorte non ti arriderà. Aurora canta su Čajkovskij (è poco originale), Biancaneve parla solo di principi che verranno (è monotona). Arriderà. Elucubrazioni fini delle direzioni dei doppiaggi italiani.


Qui si trovano soltanto preziosi affetti e curiose dedizioni. Se qualcuno dovesse sentirsi offeso, elogiato, amato, disprezzato o inumidito è gentilmente pregato di denunciarmi, o di tacere andando a comprare un pollo nella prima rosticceria utile.